Si tratta di una pratica che solo da relativamente poco tempo si sta diffondendo nel nostro Paese e che consiste in uno scambio di libri fra persone che non si conoscono, non si incontreranno probabilmente mai, ma pur tuttavia si uniscono nella lettura di quel determinato testo…..
Qualche settimana addietro, passeggiando in compagnia del mio cagnolino, ho notato, poggiato su un muretto di recinzione con precisione diligente, esattamente perpendicolare alla ringhiera sovrastante, un libro che non poteva essere stato lasciato lì per caso e trascuratamente, ma in qualche modo per attirare l’attenzione del passante su di sé. ROALD DAHL – in solitario – diario di volo. Sollevo la copertina e leggo: Raimondo, Civitavecchia – Lorena, Roma – Silvia 2025, Roma. Questi tre lettori si sono passati il volume, evidentemente, con la tecnica suddetta, ed io stessa ho aggiunto il mio nome… dopo la lettura portando il libro su una panchina di giardino pubblico. Così si fa, ed il libro viaggia.
Si tratta di una piacevole lettura, un testo autobiografico ad opera di un giovane Ufficiale di aviazione, diciamo neopatentato, che si può dividere in due parti: nella prima il soggetto viene inviato in Africa Orientale (1938) con tutto ciò che ne consegue, nella seconda si narra invece di quando, da pilota provetto, vola nella RAF, durante il secondo conflitto mondiale.
“La traversata dal porto di Londra a Mombasa sarebbe durata due settimane, e lungo la strada ci saremmo fermati a Marsiglia, Malta, Porto Said, Suez, Porto Sudan e Aden…..”
Segue la sequenza di avventure e rischi, di bizzarrie e di caldo malsano, insopportabile per il giovane inglese. Abitudini diverse. Attesa. Curiosità. Speranza e paura… “Fuori dalla baracca della Dogana si era radunato intorno alla mia macchina un gruppo compatto di enormi Masai armati di lancia.” (Ci troviamo al confine fra Tanganika e Kenia). Timore, fifa, contegno….. NO COMMENT.
“Il Maggiore mi guardò come se fossi un fantasma. Non sarebbe rimasto più sbalordito se gli avessi annunciato improvvisamente che non ero mai salito su un aeroplano. “Non mi dirai” boccheggiò “che sei venuto proprio qui senza nessunissima esperienza!” “Proprio così” dissi. “Ma spero che mi facciano volare con uno esperto che mi insegni tutti i trucchi del mestiere”. “Puoi scordartelo” disse “Qui voliamo da soli”.
“Scrutai il cielo ma non vidi nessun aereo nemico. Un uomo sul ponte della nave guardò in su e sventolò il braccio. Spinsi indietro il tettuccio dell’abitacolo dell’aereo e sventolai il braccio anch’io”…..
– Sono passati quarantacinque anni da quel giorno, ma ho ancora in mente un quadro nitidissimo di Calcide, vista dall’alto in tutto quell’azzurro, luminoso mattino di Aprile!
– In volo da oltre un’ora, ma non vedemmo una sola nave. Ci dissero che la nostra Marina stava subendo un terribile bombardamento da parte degli JU 88 e degli Stuka. Ma nessuno ci aveva avvertito……
L’avventura, la Vita, continuano per 230 pagine circa, e poi, infine, dopo un durissimo viaggio di ritorno….
“…Scorsi mia Madre quando l’autobus era ancora a cento metri di distanza; stava aspettando pazientemente da ore, ma cosa sono mai tre ore, quattro ore se sono tre anni che aspetti?”——-
Leggetelo anche voi questo libro, pur non trovandolo abbandonato su un muretto come è capitato fortunatamente a me.
Ho aggiunto il mio nome sulla prima pagina, dopo quello degli altri lettori che mi hanno preceduto, ed ora chissà dove si troverà il mio piccolo amico con cui ho trascorso ore piacevoli immersa e catturata da una gradevolissima lettura.

